TRACCIA SVOLTA DIRITTO PENALE

Tizio, incensurato, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere Caio, dipendente di un albergo, farla soggiornare all’interno dello stesso, senza riuscirvi per il rifiuto opposto dal predetto. Tizio, tuttavia, con violenza e minaccia consistita nel colpire con uno schiaffo Caio, gli procurava una lesione al volto guaribile in tre giorni salvo complicazioni e profferiva: “non sai contro chi ti sei messo!”.

Il candidato, assunte le vesti del legale di tizio, individui reati ipotizzabili, prospettando la linea difensiva più utile.

CDA Napoli Commissione XXXIII Diritto penale

La possibile soluzione alla traccia estratta all’esame con cui in questi giorni ci siamo confrontati con molti di voi e che vi abbiamo riportato in premessa.

Ci teniamo a specificare che non c’è mai una soluzione giusta o sbagliata, come diciamo sempre ciò che conta è il ragionamento per arrivare alla soluzione da noi prospettata. 

Dunque lo schema risolutivo da noi proposto non è LA SOLUZIONE, ma una POSSIBILE SOLUZIONE

La traccia, che possiamo definire come “aperta”, poiché ci permette di spaziare tra diversi reati e impone al candidato l’individuazione del delitto, imponeva di soffermare sicuramente l’attenzione su alcuni punti:

  • art. 56 tentativo;
  • art. 610 violenza privata;
  • art. 612 minaccia;
  • art. 582 lesione personale; 
  • disciplina del reato continuato ai sensi dell’art. 81 cpv.;
  • per completezza, estorsione ai sensi dell’art. 648.

Una volta individuati i reati che plausibilmente potrebbero configurarsi nel caso di specie, è necessario che il Candidato illustri in maniera approfondita la disciplina del tentativo. 

  • Il tentativo ai sensi dell’art. 56 c.p.

La disamina sarebbe bene accompagnarla con la giurisprudenza maggioritaria sul tema e sulle principali questioni createsi in dottrina in punto di delitto tentato.

  • L’istituto della continuazione ai sensi dell’art. 81 cpv.

Altresì il Candidato esponga in merito alla continuazione del reato ai sensi dell’art. 81 cpv. nel caso di specie, l’esposizione sulla continuazione risulta necessaria poiché le condotte di Tizio sono duplici: la prima quella della costrizione al pernottamento, mentre la seconda della lesione e della minaccia, la quale è successiva al rifiuto di Caio a soggiornare all’interno della struttura alberghiera.

Le due condotte dunque, non sono in correlazione tra loro. Ciò che invece è suscettibile di essere avvinto sotto il vincolo della continuazione sono invece i reati della lesione e della minaccia avvenuti nel secondo segmento di condotta. 

Per tali motivi è bene che il Candidato citi in maniera completa, anche aiutandosi con la giurisprudenza nel codice a sua disposizione, la disciplina di cui all’81 cpv.

  • Il tentativo di estorsione, art. 56 e 648 c.p.

Ancora l’attenzione del Candidato potrebbe soffermarsi, per poi escluderlo, sulla possibilità di configurazione nel caso in esame anche di un tentativo di estorsione. Questo perché la locuzione “costringeva a pernottare” potrebbe ritenersi anche prodromica ad un profitto ingiusto consistito nell’avere denaro in cambio di una condotta attiva di Caio, vale a dire nel pernottamento.

  • La soluzione: art. 610 c.p.

Posto ciò, il reato che maggiormente appare adeguato al caso, per quanto attiene la prima condotta di Tizio parrebbe essere la violenza privata.

A questo proposito, è bene citare la Cass. 8433 del 2020 la quale statuisce che è configurabile il tentativo di violenza privata se l’azione è tale da essere idonea a costringere la vittima, secondo un giudizio ex-ante.

  • In punto di procedura, la migliore linea difensiva

La migliore strategia processuale, attesa la non equivocità degli atti compiuti da Tizio, appare essere la richiesta del rito abbreviato in fase di udienza preliminare. 

Ciò posto, il Candidato illustri la struttura generale del rito di cui si parla, indicandone anche le caratteristiche premiali. Non si dimentichi che il reato di lesioni e minaccia sono punibili a querela della p.o., di questa la traccia non ne fa alcuna menzione.

Per questo motivo, si potrebbe chiedere, nell’ambito del rito abbreviato, l’assoluzione per difetto di procedibilità per le lesioni e la minaccia, la quale peraltro non pare essere tale da ingenerare un pericolo concreto ed attuale nella vittima. 

Mentre per la prima condotta, vale a dire quella del tentativo di costrizione a pernottare in albergo, si potrebbe chiedere una assoluzione per 131 bis c.p.

In subordine, data lo stato di incensuratezza di Tizio, chiedere minimo di pena, attenuanti generiche ai sensi dell’art. 62 bis c.p., e benefici di legge, quali sospensione della pena se il Giudice deciderà di comminare una sanzione detentiva inferiore a 2 anni. 

Non ci si dimentichi che ogni istituto che viene menzionato durante la discussione merita di essere esplicato o ancor meglio approfondito tramite l’analisi della disciplina generale nonché, se esistenti, dei conflitti rilevanti sia in dottrina che in giurisprudenza.

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