Linee guida esame per l’abilitazione forense 2022/2021

Sono state pubblicate le tanto attese Linee guida dal Ministero della Giustizia. Quello che interessa a molti candidati è sicuramente l’oggetto della prova, in base alla materia scelte, quindi in sostanza il programma da studiare e su cui verteranno i pareri formulati.

Le materie oggetto dei quesiti d’esame

Si legge nelle Linee Guida che per quanto riguarda il diritto civile e il diritto penale, la disciplina dell’esame fa riferimento a una “materia regolata dal codice civile” e “dal codice penale”. Il quesito non può pertanto avere ad oggetto materie disciplinate nell’ambito delle leggi complementari al codice civile e al codice penale. Quanto in particolare al codice civile, la vastità della materia suggerisce – conformemente alla decennale prassi delle tradizionali prove scritte, sostituite dalla prima prova orale – di escludere le materie contenute nel Libro V, costituendo il diritto del lavoro e il diritto commerciale materie specifiche e autonome, comprese tra quelle oggetto della seconda prova orale.

Quanto al diritto amministrativo, la disciplina dell’esame fa riferimento, in assenza di un codice, a una “materia regolata dal diritto amministrativo”. E’ opportuno che i quesiti siano formulati facendo riferimento, oltre che ai principi fondamentali, ai testi normativi comunemente inclusi nei compendi della legislazione in materia. A titolo meramente esemplificativo possono indicarsi: la legge 7 agosto 1990 n. 241, il decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, il decreto del presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380, il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, il decreto legislativo 2 luglio 2010 n. 104, il decreto legislativo 4 marzo 2013 n. 33, decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50.

Omogeneità dei quesiti

Altro punto fondamentale è quello inerente alla omogeneità dei quesiti. Proprio in merito a questo punto le Linee Guida chiariscono che gli stessi sono predisposti da ciascuna commissione o sottocommissione d’esame devono essere il più possibile omogenei, per struttura, lunghezza e complessità. La previa condivisione dei quesiti da sottoporre, prima di ciascuna seduta della commissione esaminatrice, serve a garantire il rispetto della omogeneità dei quesiti e la conformità alle previsioni della disciplina dell’esame, ivi comprese le presenti linee guida. Particolare attenzione deve essere prestata alla chiarezza della formulazione.

I criteri di valutazione

DI seguito i criteri di valutazione ai quali le commissioni d’esame dovranno attenersi:

  • correttezza della forma espositiva, anche sotto il profilo grammaticale e sintattico, padronanza nell’uso del linguaggio giuridico;
  • chiarezza, logicità, completezza, sinteticità, rigore metodologico dell’esposizione;
  • capacità di individuare i nuclei problematici, le questioni di diritto, gli istituti sostanziali e processuali coinvolti, la disciplina applicabile, gli eventuali orientamenti giurisprudenziali edottrinali;
  • dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti giuridici trattatistrettamente pertinenti al quesito da risolvere;
  • capacità di stabilire nessi tra gli istituti sostanziali e processuali che vengono in rilievo;
  • dimostrazione di concreta capacità di prospettare soluzioni plausibili di problemi giuridici,sulla base del diritto sostanziale e del diritto processuale, anche attraverso riferimenti essenziali agli orientamenti giurisprudenziali e ad eventuali esperienze maturate durante la pratica professionale;
  • dimostrazione della capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarietà;
  • capacità di argomentare adeguatamente e in modo persuasivo la soluzione del casoprospettata all’esito dell’esame preliminare.

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