Equa valutazione sulla professionalità dei Magistrati

REFERENDUM GIUSTIZIA 2022

Analizziamo un’altro dei 5 referendum che dovranno essere votati il 12 giugno 2022, ricordiamo che dovranno passare al vaglio popolare: l’abolizione della L. Severino; l’abrogazione delle norme che permettono la separazione delle funzioni dei Magistrati;

LE VALUTAZIONI PROFESSIONALI DEI MAGISTRATI

Tutti i magistrati vengono sottoposti ad un controllo periodico rispetto alla propria capacità professionale, con cadenza quadriennale, per 7 volte, a partire dall’ingresso in magistratura e fino al ventottesimo anno di carriera. La delicatezza delle funzioni svolte dai magistrati impone, invero, di accertare con una certa costanza che le attitudini valutate all’inizio attraverso il vaglio del concorso permangano per tutto il periodo di servizio del magistrato.

Il Consiglio Superiore della Magistratura, in base all’art. 10 del d.lgs. 160 del 2006, va ad attuare una verifica, che copre l’intero arco dei quattro anni, sui seguenti parametri:

  • indipendenza,
  • imparzialità ed equilibrio;
  • capacità;
  • impegno;
  • diligenza;
  • laboriosità.

OGGETTO DELLA VALUTAZIONE

Il giudizio si forma sulla base di numerosi atti e documenti che consentono di conoscere il più approfonditamente possibile tutti gli aspetti professionali del magistrato da valutare. Quelli più significativi sono:

– l’autorelazione, vale a dire un documento in cui l’interessato dà conto di tutti gli elementi che ritiene necessari o utili sottoporre all’attenzione del Consiglio giudiziario e del CSM relativamente ai profili oggetto di valutazione;

– gli atti e i provvedimenti del magistrato, in questo senso vengono sottoposti al vaglio i verbali di udienza, che vengono acquisiti “a campione” nell’ambito di quelli redatti nel quadriennio in valutazione;

– il rapporto informativo, il quale consiste in una relazione sui diversi aspetti rilevanti ai fini della valutazione, redatta dal dirigente dell’ufficio di appartenenza del magistrato, il soggetto cioè che, per ruolo e vicinanza all’interessato, meglio ne conosce il profilo professionale;

– le statistiche circa il numero di provvedimenti redatti, i tempi di trattazione dei procedimenti, i tempi di deposito degli atti, anche in paragone con gli altri magistrati dell’ufficio;

– eventuali pubblicazioni scientifiche;

– eventuali segnalazioni del Consiglio dell’Ordine Avvocati.

COME FUNZIONA ATTUALMENTE LA VALUTAZIONE

Allo stato attuale la valutazione sulla professionalità e sulla competenza dei Magistrati viene operata dal CSM (Consiglio Superiore della Magistratura). Il CSM decide sulla base di valutazioni operate anche dai Consigli giudiziari, che sono organismi territoriali nei quali, però, decidono solo i componenti appartenenti alla magistratura. Si comprende come vi sia una sovrapposizione, a detta di chi ha proposto il referendum, tra “controllore” e “controllato” che rende poco attendibili le valutazioni e favorisce l’ampliamento di una logica corporativa.

GLI EFFETTI DELLA VALUTAZIONE POSITIVA DEL CONTROLLO

Il controllo non appare fine a se stesso, infatti il conseguimento delle diverse valutazioni di professionalità, oltre che garantire il costante controllo sull’adeguatezza professionale, ha vari effetti.

Dapprima, il positivo superamento delle diverse valutazioni di professionalità costituisce una delle condizioni per l’accesso a determinate funzioni; in questo senso si faccia riferimento all’assunzione delle funzioni di consigliere di corte d’appello è necessario la II valutazione, per quelle di Procuratore della Repubblica la III o la IV, a seconda delle dimensioni dell’ufficio.

Ancora, il raggiungimento di alcune valutazioni, ed in particolare la I, la III, la V e la VII, consente l’automatica progressione stipendiale: vagliata positivamente la capacità professionale, la fascia retributiva diviene una conseguenza automatica, che serve a evitare di minare l’imparzialità e l’indipendenza del magistrato, come potrebbe invece accadere se la progressione economica fosse legata a procedure concorsuali o alla funzione concretamente svolta.

Consigli giudiziari: componenti e funzioni 

Gli organismi giudiziari, come detto in apertura, sono organismi territoriali composti da magistrati, ma anche da membri “non togati”, vale a dire Avvocati e Professori universitari in materie giuridiche. La componente laica, che rappresenta un terzo dell’organismo, è però esclusa dalle discussioni e dalle votazioni che attengono alle competenze dei magistrati, limitata al ruolo di “spettatore”. Solo i magistrati, dunque, hanno oggi il compito di giudicare gli altri magistrati. Una condizione che è addirittura in contrasto con lo spirito della Costituzione, che ha voluto che nel CSM vi fosse una componente non togata con eguali poteri dei componenti magistrati.

LA RATIO DEL REFERENDUM

Con il referendum si vuole estendere anche ai rappresentanti dell’Università e dell’Avvocatura nei Consigli giudiziari la possibilità di avere voce in capitolo nella valutazione.

IL QUESITO REFERENDARIO

Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005 n. 150), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 7, comma 1, lettere a)”; art. 16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a), d) ed e)”?.

IN CASO DI VITTORIA DEL Sì

In caso di vittoria del SI verrà riconosciuto  anche ai membri “laici” dei Consigli Giudiziari, e qui si intende Avvocati e Professori, di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei Magistrati.

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