Elezioni politiche: come si vota il 25 settembre?

Una breve guida per essere informati sulle novità e sui metodi di voto per le elezioni del 25 settembre 2022

Le date da tenere a mente

Questa estate è trascorsa all’insegna della campagna elettorale dato che il 25 settembre tutti gli italiani sono stati chiamati alle urne. Il mese di agosto, infatti, è connotato da alcuni avvenimenti importanti:

  • il 12, 13 e 14 agosto presso il Viminale sono state depositate i contrassegni dei partiti o dei movimenti;

L’ordine di deposito sarà lo stesso che apparirà sulla scheda elettorale, dunque, in sostanza, chi sarà più veloce in questa fase potrà ottenere che il proprio simbolo compaia in alto della scheda elettorale.

  • Il 21 agosto sino alle 20 del 22 agosto, sarà possibile presentare le liste nonché le candidature presso le cancellerie delle Corti di appello e del Tribunale di Aosta.

La legge 3 novembre 2017, n. 165, ha innovato sostanzialmente il sistema di elezione delle Camere e per questo motivo il Ministero dell’Interno dipartimento degli affari interni territoriali (DAIT) ha pubblicato le istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle Candidature.

Il Rosatellum all’insegna della Legge Costituzionale del 2020

Il Rosatellum è la Legge elettorale nr. 165 del 2017, che prende il nome dal suo relatore Rosato, che ha caratterizzato il sistema di voto anche delle elezioni del 2018, tuttavia il prossimo 25 settembre ci sarà una ulteriore novità a seguito della legge Costituzionale del 19 ottobre 2020 ha ridotto il numero dei parlamentari.

Le principali novità delle elezioni che si terranno il 25 settembre 2022 sono essenzialmente due:

  • il numero dei parlamentari è stato ridotto del 30%, passando da 630 a 400 alla Camera, e da 315 a 200 al Senato;
  • per il Senato si è abbassato limite di età per poter votare, infatti, potranno esprimere la propria preferenza tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni e non più 25.

Il Rosatellum predispone un sistema di voto che è possibile definire quale combinazione del sistema maggioritario e di quello proporzionale. Infatti, un terzo dei seggi, quelli uninominali, di Camera e Senato verrà assegnato attraverso il sistema maggioritario, vale a dire chi prende più voti vince nel collegio; mentre gli altri due terzi, cioè i collegi plurinominali, verranno assegnati attraverso un sistema proporzionale tramite una modalità c.d. di “listini bloccati”.

La suddivisione in collegi elettorali appare essere utile per ragioni principalmente di carattere organizzativo nonché di rappresentanza politica. I limiti dei suddetti collegi sono fissati in relazione al numero degli elettori residenti e ad altri criteri geografici, con l’obiettivo di creare porzioni di territorio omogenee dal punto di vista della popolazione. 

Come previsto dalla summenzionata Legge elettorale, l’Italia è divisa in collegi con un nr. X di elettori, all’interno dei collegi i partiti e le coalizioni presentano delle liste con i propri candidati. Andiamo a vedere cosa vuol dire.

I collegi plurinominali

Nei collegi plurinominali si eleggono più rappresentanti e, come anticipato, al fine della elezione di questi opera il meccanismo proporzionale. In questo senso ogni partito ovvero ogni coalizione presenta, nei giorni prestabiliti, una lista di candidati ed otterrà i seggi sulla base dei voti raccolti, purché venga superata la soglia di sbarramento. Pe essere chiari, i seggi verranno distribuiti fra i partiti in proporzione ai voti che hanno ottenuto. In tal modo verranno assegnati un numero di 392 seggi per la Camera e di 122 per il Senato.

I collegi uninominali

Mentre, differente sono i collegi uninominali in cui viene eletto un solo rappresentante. In questi collegi, in poche parole, vincerà l’unico seggio il candidato della coalizione o del partito che si presenta da solo e che prenderà, secondo il sistema della maggioranza, un voto in più degli altri.

Le soglie di sbarramento

Esistono, allo stato, due tipi di sbarramenti in percentuale. Per la parte proporzionale, i seggi sono spartiti tra le liste che ottengono almeno il 3%. Ogni lista infatti ha uno sbarramento nazionale del 3%, mentre le coalizioni lo hanno al 10%. I partiti di una coalizione che ottengono tra l’1 e il 3% confluiscono i propri voti, in modo proporzionale, alle altre liste della stessa coalizione che, invece, hanno superato la soglia del 3%. I voti delle liste che rimangono sotto l’1% vanno invece persi.

Le regole per votare correttamente

Passiamo adesso alle regole per votare correttamente affinché il nostro voto non venga annullato.

Al seggio, l’elettore verranno consegnate due schede identiche ma una di colore rosa che determinerà la preferenza per l’elezione della Camera ed un’altra di colore giallo, invece, per il Senato. Ogni elettore ha a disposizione un unico voto ma con diversi modi per farlo valere:

In primo luogo l’elettore può tracciare un segno sul nome del candidato uninominale che si presenta con un partito o con una coalizione, assegnando un voto al candidato ed alla lista collegata, dunque tracciando la X come in foto e il voto verrà ripartito anche alla sua lista;

N.B.: laddove la X venga apposta sul nome di un candidato uninominale che è collegato a più liste in coalizione, il voto viene ripartito tra le liste in proporzione ai loro voti ottenuti nel collegio. Se, invece, si appone la X sulla lista nel collegio plurinominale, la preferenza si considera espressa in automatico anche per il collegio uninominale.

Si può altrimenti decidere di contrassegnare con la X il nome del candidato del collegio uninominale ed anche il contrassegno della lista per dare il proprio voto sia al candidato sia alla lista nonché ai suoi candidati plurinominali.

In quali casi il voto è nullo?

Il voto disgiunto rende la scheda nulla. Nel senso che non si potrà contrassegnare il nome di un candidato uninominale e anche sul contrassegno di una lista che non è a lui collegato.

Non è altresì possibile esprimere una preferenza specifica per i candidati proporzionali che vengono correlati al simbolo della lista. Per l’appunto questi candidati vengono definiti “bloccati” in riferimento alla circostanza che l’eventuale elezione ha luogo rispettando l’ordine della presentazione (nr. 1/2/3/4).

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: