Cassazione Civile SS.UU. nr. 128972 del 17 dicembre 2020

La recentissima pronuncia della S.C. inerente alla costituzione di diritti reali ad uso esclusivo, è di particolare rilievo poiché si inserisce come risolutiva di un dibattito portato avanti dalla dottrina, sino a questo momento, circa la esistenza di diritti reali aticpici.

Preliminarmente è bene chiarire che secondo l’impostazione maggioritaria i diritti reali (cioè quelli inerenti alle res) sono tassativamente previsti dalla legge e per questo le parti non possono né coniarne di nuovi, né modificarne il regime giuridico. 

Il principio di diritto confermato da questa pronuncia si rifà, peraltro, al principio insito nel sistema codicistico del numerus clausus dei diritti reali e della tipicità degli stessi. 

Ciò posto gli Ermellini statuiscono  il divieto della creazione di figure di diritti reali c.d. atipici, diversamente da quelli obbligatori per cui invece la creazione è prevista purché non siano contro la Legge o l’ordine pubblico.

A conferma di quanto statuito dalla S.C., la tipicità dei diritti reali trova riconoscimento nell’inerenza dell’opponibilità, vale a dire nell’art. 1372 c.c., e nell’art. 42 Cost. il quale rende tipici anche i modi di acquisto della stessa, prevedendo una riserva di legge per i modi di acquisto della proprietà, dunque anche i modi di acquisto non possono essere inventati dalle parti ma derivano sempre da una previsione legislativa.

Tipicità e numerus clausus non vengono smentiti nemmeno dal diritto EU, qui fatti l’art. 345 del TFUE lascia impregiudicato – dicono le SS.UU. – il regime di proprietà esistente degli Stati Membri. 


Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: