Cass. civ., sez. II, 31 marzo 2022, n. 10366

Riferimenti normativi: art. 1385 c.c.; art. 1175 c.c.; art. 1375 c.c.

1. QUESITO

Quali sono gli effetti del comportamento della parte contrattuale che, accettando di ricevere un assegno bancario per il versamento di una caparra confirmatoria, ometta di incassare tempestivamente il titolo e non lo riconsegna al traente?

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2. SOLUZIONE

Il comportamento della parte contrattuale che, accettando di ricevere un assegno bancario per il pagamento di una caparra confirmatoria accessiva ad un preliminare di compravendita, ometta di porlo all’incasso entro i termini previsti e lo trattenga presso di sé, senza riconsegnarlo all’acquirente, è contrario a correttezza e buona fede. Ne inferisce che il mancato incasso della caparra, non essendo imputabile al traente, ma al prenditore del titolo, non impedisce la produzione di tutti quegli effetti che si sarebbero verificati a seguito dell’integrale versamento della caparra.

3.  SVILUPPO ARGOMENTATIVO DELLA DECISIONE

  1. La caparra confirmatoria di cui all’art. 1385 c.c. è un contratto, accessorio ad un contratto principale, che assolve ad una pluralità di funzioni. Da una parte, la caparra assevera la serietà degli impegni assunti dalle parti con la stipula del contratto e garantisce l’adempimento delle prestazioni contrattuali; per questa ragione, dunque, il bene oggetto della caparra deve essere consegnato al momento della conclusione del contratto o, comunque, entro il termine di scadenza delle obbligazioni pattuite. Inoltre, se le parti adempiono le prestazioni contrattuali, la caparra può fungere da anticipazione della prestazione che doveva eseguire colui il quale ha prestato la caparra; altrimenti, essa va restituita. Per altro verso, in caso di inadempimento di una delle parti, la caparra, alla stessa stregua della clausola penale, funge da liquidazione forfettaria ed anticipata del danno, secondo il regime dettato dall’art. 1385 co. 2 e co. 3 c.c., che varia a seconda della parte inadempiente. Dal punto di vista strutturale, il patto di caparra è un contratto reale, per il perfezionamento del quale non è sufficiente l’accordo, ma è necessaria anche la dazione dell’oggetto della caparra. Tuttavia, le parti, nell’ambito della loro autonomia privata, possono anche stipulare una promessa di caparra, la quale si perfeziona con il mero accordo.
  2. Non è escluso che la caparra confirmatoria possa costituirsi a mezzo di un assegno bancario, che però, salvo diverso accordo tra le parti, è consegnato al prenditore che riceve la caparra pro solvendo, ossia salvo buon fine. Ciò implica che, prima della riscossione della somma versata a mezzo di assegno bancario, che beninteso può anche rivelarsi scoperto, il contratto di caparra confirmatoria, pur conclusosi con la consegna dell’assegno, è inetto a produrre gli effetti di cui all’art. 1385 c.c. (sul punto cfr. anche Cass. 17127/2011).
  3. Sennonché, secondo un principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità in materia di pagamenti a mezzo di assegno bancario, il prenditore del titolo che omette ingiustificatamente di incassarlo nei termini e trattiene il titolo di credito, omettendo di riconsegnarlo al traente, viene meno a quell’obbligo di comportarsi secondo correttezza e buona fede di cui agli artt. 1175 c.c. e 1375 c.c. Invero, in questo caso specifico, la buona fede oggettiva viene in rilievo nella sua funzione valutativa del comportamento reciproco delle parti contrattuali. In particolare, questa funzione valutativa si esplica rispetto all’imputabilità al prenditore del titolo di credito del mancato pagamento della somma conferita in caparra a causa della sua mancata cooperazione all’adempimento della controparte. Di conseguenza, la scorrettezza del prenditore del titolo provoca un effetto estintivo dell’obbligazione gravante sul traente e viene sanzionata attraverso la produzione degli effetti che la caparra confirmatoria avrebbe prodotto, laddove l’assegno fosse stato regolarmente incassato (cfr. anche Cass. 12079/2007). Il prenditore del titolo non potrà, dunque, dolersi dell’inadempimento della parte tenuta al versamento della caparra né agli effetti di cui all’art. 1385 co. 2 c.c. prima parte, né tantomeno invocando l’inadempimento altrui ex art. 1460 c.c. per giustificare il proprio inadempimento.
  4. Non è, altresì, dirimente che l’assegno bancario sia sprovvisto della data al fine di predicare la nullità della caparra confirmatoria (anche ammesso che l’imperfezione dell’assegno bancario conduca alla nullità della caparra e non già, come sembra più plausibile, ad un inadempimento dell’obbligazione di pagamento gravante sulla parte tenuta al versamento della caparra). Infatti, alla stessa stregua di un effetto cambiario, quando un titolo di credito è sfornito della data, esso vale pur sempre come promessa di pagamento.

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