SALVIS IURIBUS

È la formula d’uso che si utilizza di norma in calce ad una lettera quando si vuole manifestare l’intendimento di avvalersi di ogni mezzo e procedura per tutelare i propri diritti.

La postilla latina corrisponde a “fatti salvi i diritti” che solitamente i legali accompagnano ad un invito o ad un atto di significazione dai toni moderati, spesso viene trascritta, anche da avvocati blasonati, erroneamente “Salvis Juribus“, dimenticando che il diritto, la giustizia e la norma, erano indicati nell’antica Roma con il termine ius, dal quale derivano i termini di giurisprudenza, giurisperito ed altri ancora.

Cassazione Penale SS.UU. nr. 38343/2014 c.d. Sentenza Thyssenkrupp

La distinzione tra colpa cosciente e dolo eventuale è stata da sempre al centro di un vivace e mai cessato dibattito dottrinale e giurisprudenziale sul quale sono intervenute le Sezioni Unite nel 2014 con la celebre Sentenza sul caso Thyssenkrupp.

Precedentemente a tale pronuncia l’asse di bilanciamento tra dolo eventuale e colpa cosciente era posto sul momento rappresentativo e su quello della previsione, ma con la Thyssen del 2014 il baricentro della distinzione, si sposta al momento della volizione.

Dunque principio fondamentale di cui si sono fatti portavoce gli Ermellini è che il dolo eventuale è volontà dell’evento lesivo, e la colpa è non volontà dell’evento lesivo. nel dolo eventuale si ha una previsione chiara, lucida e concreta dell’evento lesivo collaterale.

Nella colpa cosciente la previsione dell’evento lesivo collaterale può anche manifestarsi in termini vaghi essendo sufficiente che il reo sia consapevole del rischio e si astenga dalla condotta doverosa per negligenza, imperizia, imprudenza, irragionevolezza o altro riprovevole motivo.  

REBUS SIC STANTIBUS

Questo broccardo viene maggiormente utilizzato nel diritto civile come clausola di un accordo tra due o più parti.

Siffatta clausola ha portato alcuni problemi tanto che la sua operatività è stato oggetto di dibattito: gli accordi devono ritenersi subordinati ad essa quand’anche non inserita in modo esplicito? Se si ammettesse la soluzione affermativa il principio andrebbe in contrasto con quello espresso dal broccardo “pacta sunt servanda”.

Letteralmente: essendo le cose così

La frase, un ablativo assoluto, fotografa la situazione giuridica esistente oppure, in senso più ampio, lo stato attuale delle cose.

DE IURE CONDITO – DE IURE CONDENDO

Broccardo particolarmente interessante per chi sta scrivendo una tesi o si accinge a farlo. La sempre più scarsa confidenza con il latino sta favorendo il diffondersi delle espressioni errati quali “de iure conditum” e lo speculare “de iure condendum”.

Di diritto fondato – Di diritto da fondare.

È in pratica la differenza tra il diritto esistente, quello delle leggi già facenti parte dell’ordinamento, e il diritto futuro, possibile ma non ancora non parte integrante dell’ordinamento giuridico.

I termini si utilizzano con frequenza quando si affrontano questioni relative alla introduzione di nuovi istituti giuridici oppure alla modifica di leggi e regolamenti.

Cassazione Penale SS.UU. nr. 30328/2002 c.d. Sentenza Franzese

La sentenza delle SS.UU. nr. 30328/2002 conosciuta più comunemente con il nome di “Sentenza Franzese”, è una delle pronunce maggiormente significative in tema di nesso causale. Sebbene nel nostro ordinamento non è previsto il precedente vincolante, ancora oggi interpreti del diritto prendono a modello ció che le Sezioni Unite statuirono per determinare la corretta sussistenza del nesso.

Nel reato colposo omissivo improprio il rapporto di causalità, tra omissione ed evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, sicché esso è configurabile solo se si accerti che, ipotizzandosi come avvenuta l’azione che sarebbe stata doverosa ed esclusa l’interferenza di decorsi causali alternativi, l’evento, con elevato grado di credibilità, razionale, non avrebbe avuto luogo in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva (Fattispecie nella quale è stata ritenuta legittimamente affermata la responsabilità di un sanitario per omicidio colposo dipendente dall’omissione di una corretta diagnosi, dovuta a negligenza ed imperizia e del conseguenze intervento che, se effettuato tempestivamente, avrebbe potuto salvare la vita del paziente).

IGNORANTIA LEGIS NON EXCUSAT

Uno dei principi cardine dell’ordinamento penale sancito all’art. 5 cod.pen.

È uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento, in base al quale nessun cittadino può invocare, con particolare riferimento al diritto penale, la non conoscenza di una legge o di una prescrizione per eluderne l’applicazione.

Il rigore di tale principio è stato temperato dalla storica Sentenza della Corte Costituzionale nr. 364 del 1988 che ha considerato tale ignoranza scusabile in presenza di un difetto di adeguata pubblicazione della legge, che risulterebbe pertanto non applicata perché non conosciuta.

Questo antico broccardo latino si ricollega al dibattito circa la validità degli strumenti posti a disposizione del cittadino per conoscere adeguatamente la legislazione vigente.

PACTA SEMPER SERVANDA SUNT

La locuzione esprime un principio fondamentale sia nel diritto civile che internazionale.
Nel diritto civile viene stabilito dall’art. 1372 cod.civ.
Nel diritto internazionale il principio si sostanzia nell’art. 26 della Convenzione di Vienna del 1969 rubricato proprio “pacta sunt servanda”.

I patti, gli accordi devono sempre essere rispettati, sia che riguardino gli individui e sia che si riferiscano alle relazioni tra Paesi diversi.

Il principio, nel sottolineare la rilevanza della parola data e del consenso manifestato tra le parti, rappresenta altresì un sostegno fondamentale alla certezza dei rapporti giuridici quale bene di prima grandezza nella vita di una comunità.